lunedì 13 ottobre 2014

Sei connesso?

Essere connessi sembra il mantra del nuovo millennio.
Naturalmente con questa accezione ci si riferisce ormai a stare collegati ad internet e alle sue piazze virtuali Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp ecc. ecc. in qualsiasi modo ed in qualsiasi luogo. Stare connessi a qualcuno, a molti, per qualche ragione o per non importa quale ragione: l'importante è esserlo. Al punto che iniziano a fiorire le patologie social o patologie 2.0, come qualcuno le definisce. E via quindi a coniare nuove ed esotiche etichette. Si va dal FOMO (Fear Of Missing Out, versione moderna del "più bella l'erba del vicino", nuovo modo per procurarsi insoddisfazione e senso di inferiorità), passando per la Selfie Syndrome, attraverso il MOMO (Mystery Of Missing Out= perché non posta più? Si sta divertendo e non vuole condividerlo? Perché? Con chi?) fino alla Typing Awereness Anxiety. E chissà cos'altro ci aspetta, non appena scoppierà la prossima moda o evoluzione tecnologica.


Immagine da Siliconrepublic.com

A proposito di Awareness...che ne dite di stare più connessi con noi stessi? Potrebbe essere una buona idea, invece di buttarci sempre e solo sul mondo esterno, considerare le connessioni che già sono dentro di noi (o che sono state forse dimenticate).
Come? Con il Metodo Feldenkrais ci si offre una magnifica opportunità di sperimentare quanto sia piacevole sentire le connessioni tra le varie parti del corpo nelle azioni che compiamo giornalmente. Sentire queste connessioni permette di affinare i gesti, superare difficoltà e diventare consapevoli delle abitudini che sottostanno al nostro modo di muoverci. Ad esempio posso scoprire che per raggiungere un oggetto posto in alto l'azione si estende ben oltre il braccio e coinvolge il torace, la colonna e il bacino fino ai piedi. Presto con la pratica la percezione di essere connessi attraverso lo scheletro si trasferisce ad una sensazione di connessione "interna" e ciò determina un cambiamento dell'immagine che abbiamo di noi stessi. Ci sentiamo più centrati, più calmi.


Non solo: durante le lezioni si impara molto presto a sentire la connessione con il suolo, poco importa che la lezione si svolga in piedi, proni, supini o sul fianco. Spesso le persone a fine lezione sperimentando quella meravigliosa sensazione di sentirsi sostenuti dal pavimento, ancorati a terra ma allo stesso tempo pronti per compiere qualsiasi movimento, in ogni direzione.

E scommetto che dopo aver sentito quali e quanti tipi di connessioni ci siano dentro ciascuno di noi, qualsiasi connessione con gli altri ci risulterà più facile!




venerdì 3 ottobre 2014

Una presentazione del Metodo

Non è semplice ed immediato descrivere cosa si fa durante una lezione collettiva o individuale di Metodo Feldenkrais. Trovo che questo video lo spieghi molto bene. Per frequentare un corso è sufficiente avere un po' di curiosità, per il resto è adatto davvero a persone di ogni età ed in qualsiasi condizione fisica. Proprio perchè nessuno è spinto a raggiungere un obiettivo prestabilito,  ciascuno riesce a trovare un proprio ritmo all'interno della piacevolezza del movimento.

Presentazione Centro Feldenkrais Movimento!

mercoledì 17 settembre 2014

Elogio della lentezza





Fare poco, fare piano, stare sempre entro il limite delle proprie possibilità di forza e di escursione di movimento. Fermarsi molto prima di sentire fatica.

Se avete la fortuna di frequentare le lezioni di CAM (Consapevolezza Attraverso il Movimento), è una frase che sentite ripetere spesso dall'insegnante Feldenkrais.

Perchè è così importante?

Perchè solo così si possono cogliere i dettagli di ciò che si fa, di come ci si organizza per compiere un movimento, per portare a termine un'azione. Se ci muoviamo velocemente possiamo fare solo ciò che sappiamo già fare, perchè così funziona il nostro cervello.
La lentezza invece permette di sentire stimoli sensoriali molto piccoli, cogliendo differenze molto sottili. Succede la stessa cosa andando in macchina ad alta velocità: cosa si può cogliere di un bel paesaggio a 100 all'ora? E quante più cose si notano andando alla metà della velocità o alla metà della metà... O pensate alla percezione del suono: in un bosco silenzioso percepiamo il canto di un uccello o il frusciare dei rami degli alberi poiché si distinguono dal contesto - il silenzio. Non saremmo però in grado di percepire gli stessi suoni se, anzichè in un bosco, ci trovassimo in uno stadio chiassoso: il contrasto tra suono ed ambiente non è sufficiente a farlo risaltare.
Lo stesso accade per il movimento: se mi muovo velocemente non sono in grado di cogliere con precisione ciò che sto facendo, che muscoli si attivano. Muovendosi lentamente (e con attenzione) invece si crea un contesto in cui anche piccoli stimoli producono un contrasto sufficiente affinchè siano percepiti chiaramente.
Uno strumento potente come questo può essere sempre più affinato e va sicuramente educato. Il vantaggio è un miglioramento della sensibilità tale per cui possiamo poi usarla in altri contesti, che richiedono rapidità di esecuzione e ottimale organizzazione.

Perchè non provare?






martedì 16 settembre 2014

Nuovi corsi a Rho


RITROVA IL PIACERE DI MUOVERTI
CON IL METODO FELDENKRAIS


Ritrova leggerezza, flessibilità e coordinazione attraverso movimenti piacevoli
Le lezioni si possono seguire in qualunque condizione fisica e ad ogni età, serve solo curiosità!



giovedì  12.45-13.45
Palestra Magic Power- via IV Novembre, Rho
Contatti: Claudia-02 9301468 o 338 6163504




sabato 13 settembre 2014

Benvenuti a Spazio Feldenkrais!

In queste pagine troverete informazioni sul Metodo Feldenkrais. Il Metodo, che prende il nome dal suo ideatore, Moshe Feldenkrais, parte dal movimento come strumento per la conoscenza di sé, attraverso un apprendimento organico, che nasce cioè dall'esperienza corporea individuale.


Il Metodo viene insegnato attraverso due modalità distinte, ma che ricalcano la stessa idea di fondo. Vi sono quindi lezioni collettive, chiamate CAM (Consapevolezza Attraverso il Movimento), in cui l'insegnante guida gli allievi attraverso indicazioni verbali, proponendo una sequenza di movimenti. Si tratta di una vera e propria lezione, che non ha nulla a che fare con la ginnastica o le ASANA dello Yoga, in cui a far da guida è l'ascolto attento di come ci si organizza mentre ci si muove.

L'altra modalità è la lezione individiuale, chiamata Integrazione Funzionale (IF). Nella pratica dell'IF si seguono gli stessi principi della CAM. L'insegnante cioè guida la persona nell'osservazione delle proprie modalità di movimento e suggerisce progressivamente delle alternative.

Il Metodo non è una terapia e nemmeno una tecnica ma un vero e proprio sistema educativo, basato per l'appunto sull'esperienza unica e individuale. Ciò che si impara seguendo le lezioni è innanzitutto a prestare attenzione a come ci si muove, ai propri schemi abituali e alle preferenze di organizzazione e orientamento. Attraverso movimenti semplici e inabituali, seguendo unicamente il proprio ritmo e la piacevolezza del movimento, si ritrova leggerezza, centratura e flessibilità. A fine lezione ci si muove in modo armonico, senza sforzo, come se fosse la prima volta, come un bambino che impara con naturalezza e curiosità.